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Il boom del take away: ecco i contenitori più utilizzati e diffusi

In modo particolare nel corso della prima parte dell’emergenza sanitaria, con i vari limiti imposti dal lockdown, il settore della consegna dei piatti pronti direttamente a domicilio della clientela ha fatto registrare una crescita a dir poco impressionante.

Tra le principali problematiche legate a questo trend in continuo aumento, troviamo senz’altro quello di effettuare la consegna di cibi caldi oppure cibi surgelati, cercando di proteggere al massimo la conservazione di tali piatti. È fondamentale cercare di sfruttare sempre e comunque dei contenitori termici per alimenti da asporto, che possono essere realizzati in vari materiali.

Sono tante le aziende e i ristoranti che effettuano la vendita e consegna a domicilio di piatti pronti, che scelgono di acquistare dei contenitori per asporto personalizzati. L’obiettivo, infatti, deve essere sempre quello di garantire un servizio di un certo tipo, con dei prodotti anche qualitativamente impeccabili.

Ci sono diverse aziende che operano in questo settore, come ad esempio Cartongraf, che presenta un alto livello di esperienza in questo ambito del packaging. La scelta migliore dovrebbe essere quella di optare per dei contenitori che siano in grado di adeguarsi alla perfezione a ogni tipologia di cibo, a partire da quelli che vengono definiti piatti gourmet fino ad arrivare allo street food, con la possibilità di conservare e trasportare non solo cibi freddi, ma anche caldi, in un gran numero di formati e dimensioni.

I contenitori legati alla consegna a domicilio

Il trasporto dei vari alimenti, in riferimento al legame caldo, si verifica facendo uso di appositi contenitori alimentari isotermici che permettono di effettuare la conservazione dei vari prodotti alimentari a una temperatura che, all’inizio, si aggira tra 80 e 90 gradi centigradi. Questi cibi rimangono conservati fino a quando non avviene il consumo finale, cercando di conservare ciò che si trova all’interno del contenitore sempre ad una temperatura che va tra 60 e 65 gradi.

Il caso del trasporto degli alimenti deperibili, invece, presenta delle necessità differenti, visto che si tratta di cibi di ridotte temperature di conservazione e, in questi casi, si parla di legame freddo. In questo caso, la temperatura di conservazione va da 0 fino a quattro gradi centigradi, con uno sbalzo termico tollerato che non deve superare i 3 gradi.

In tanti ristoranti, le attività di preparazione, cottura e distribuzione degli alimenti vengono svolte in luoghi e con tempistiche differenti. Di conseguenza, anche la consegna e il consumo di quei cibi avvengono con tempi e luoghi ancora una volta diversi. È chiaro che, tra queste fasi, c’è uno spostamento che interessa tali piatti e che può essere più o meno lungo, soprattutto in relazione ai pasti caldi.

Per fare in modo che tale spostamento rimanga efficace, è chiaro che serve garantire che la temperatura che caratterizza tali alimenti, a partire dalla cottura fino ad arrivare al consumo, venga conservata sempre oltre i 65 centigradi, evitando delle pericolose crescite a livello microbico.

Contenitori biodegradabili e l’ecosostenibilità

Nel corso degli ultimi tempi, si sono affermati all’attenzione del pubblico diverse tipologie di contenitori di cibi sia per l’asporto che per il take away. Si va dai contenitori che vengono realizzati in polpa di cellulosa fino ad arrivare a quelli in polistirolo oppure in alluminio. Siccome, però, si va sempre più verso un’economia sostenibile e in linea con un maggiore rispetto dell’ambiente, è chiaro che sarebbe meglio prediligere una soluzione più ecosostenibile.

I contenitori che vengono creati in polpa di cellulosa si caratterizzano per essere completamente biodegradabili e compostabili, senza dimenticare come al giorno d’oggi, l’offerta di prodotti sia estremamente variegata. Non si tratta unicamente di piatti, tondi o piani, ma anche vaschette, ciotole, insalatiere, coni per i fritti e sacchetti.

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