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Disturbi dell’equilibrio

Disturbi dell’equilibrio: quali sono le possibili terapie

I disturbi dell’equilibrio, incluse le vertigini, vanno a colpire qualcosa come il 5-10% della popolazione mondiale. Una problematica che coinvolge quattro uomini su dieci dopo aver compiuto 40 anni e, in tanti casi, sono proprio questi sintomi a portare diversi pazienti di età superiore a 65 anni a consultare un medico per richiedere una terapia specifica, come viene efficacemente spiegato su http://www.otoperforma.it/. Queste situazioni, spesso, portano il paziente a dover affrontare ogni giorno un’insopportabile sensazione di vertigine o di instabilità, non riuscendo più ad avere quella capacità di controllare i movimenti del proprio corpo nello spazio.

I vari tipi di trattamento

La terapia per contrastare i disturbi dell’equilibrio può avere finalità specifiche (intervenendo cioè sulle cause che scatenano il diffondersi di sintomi della vertigine), finalità sintomatiche oppure finalità riabilitative. Nel secondo caso, l’obiettivo è quello di provare a gestire in maniera sempre più completa i sintomi di tale patologia, soprattutto durante la fase acuta e quando il paziente è soggetto spesso a vomito, nausea e altri sintomi di mancanza di equilibrio. Nel terzo caso, si prova a compensare un danno di natura permanente cercando di instaurare uno stimolo delle funzionalità considerate vicarianti. Proprio le cure riabilitative sono quelle che portano, spesso e volentieri, alla guarigione di gran parte della sintomatologia delle vertigini. Può capitare, però, che alcuni trattamenti vengano eseguiti in sinergia dietro consiglio dello specialista.

Il trattamento farmacologico

Una cura a base di farmaci specifici risulta essere più efficace quando il paziente è affetto da vertigini che hanno una durata prolungata, in particolar modo quando c’è un legame con una sintomatologia di tipo nerovegetativo. Invece, quando si devono combattere delle forme posizionali parossistiche, le manovre liberatorie sono quelle da prediligere, in quanto hanno un livello di efficacia superiore. Ad esempio, viene utilizzata la manovra di Semont, eseguita direttamente da parte del medico con il paziente che viene posto su un lettino ambulatoriale e permette di far rientrare gli otoliti nella loro collocazione fisiologica. Altre volte, invece, è la ginnastica vestibolare domiciliare la terapia migliore da seguire. Si tratta di esercizi particolarmente facili da svolgere, che sono in grado di trasmettere un adeguato stimolo alle funzionalità vestibolari periferiche. Nei pazienti più anziani, i sintomi possono portare a danneggiare gravemente la quotidianità e, alcune volte, possono costringere a intervenire con un trattamento medico più duraturo, considerando come certi farmaci possono avere degli effetti collaterali piuttosto degni di nota.

La riabilitazione vestibolare

La riabilitazione vestibolare indica un trattamento specifico per i disturbi dell’equilibrio. La peculiarità di questa cura è quella di sfruttare degli esercizi molto particolari, con l’unico obiettivo di ricreare un’interazione esatta tra i diversi meccanismi che garantiscono l’equilibrio del corpo umano. Queste tecniche di riabilitazione vestibolare riescono a favorire l’adattamento all’inedita situazione causata dalla patologia, alla sostituzione dell’attività vestibolare, cercando di puntare su altri sistemi sensoriali, come ad esempio il meccanismo propriocettivo e la vista. Infine, anche questo trattamento mira anche a rendere più facili i meccanismi di abitudine, che permettono di controllare in maniera decisamente più efficace i vari sintomi, come ad esempio vomito, nausea e vertigini, in modo particolare quando sono correlati a determinati movimenti.

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