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Sono circa sette milioni e mezzo le persone che soffrono di malattie respiratorie croniche in Italia, tra cui asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Secondo le statistiche, solo il 14,3% dei malati si cura in maniera adeguata: un dato piuttosto allarmante. Per quale motivo sono così pochi i pazienti decisi a curarsi? La risposta risiede nel matto che numerosi pazienti non sanno di avere queste patologie, soprattutto nei confronti della Bpco, con conseguenti ricoveri ospedalieri a carico del servizio sanitario. Nella maggior parte dei casi, quando i pazienti non presentano più sintomi, smettono di curarsi: un comportamento che mette in pericolo l’individuo stesso e grava sulle casse dello Stato, da considerare come l’ultimo dei problemi viste le condizioni odierne.

Pare che sia finalmente giunta una soluzione a tale problema, grazie all’ingegno di Walter Canonica, ordinario di pneumologia all’Università di Genova. Grazie all’appoggio di GSK è riuscito ad ottenere una nuova combinazione di farmaci, che se assunta una volta al giorno grazie ad un semplice inalatore, tutela il paziente da possibili attacchi nell’arco di 24 ore. In questo modo si avrà l’opportunità di ridurre il rischio di attacchi d’asma o di Bpco. Questa nuova soluzione ha diminuito la percentuale di errori fatta comunemente dai pazienti, poiché leggendo il foglietto illustrativo sono riusciti a comprendere velocemente come impiegare l’oggetto. Negli USA chi non segue correttamente le cure durante l’anno, causa una perdita di 100 miliardi di dollari. Seguire in modo adeguato le prescrizioni del medico potrebbe quindi far risparmiare notevole denaro allo Stato italiano, anche se, dal mio punto di vista, sono altre le spese che dovrebbero essere tagliate.