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Combattere il colesterolo cattivo è uno degli obiettivi che interessa maggiormente le persone che soffrono di patologie ad esso correlate, ma sapevate che è possibile annientare il problema con un alimento vegetale? Si tratta del riso rosso, un superfood decisamente unico con una molecola molto simile alle statine. Queste ultime si trovano in numerosi farmaci impiegati per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, pertanto potremmo risolvere il problema utilizzando un alimento reperibile in natura.

Il riso rosso è un riso comune, il quale viene però fermentato da ceppi di un lievito chiamato monascus purpureus: per questo motivo la sua colorazione non è bianca, bensì rossa. Stiamo parlando di un alimento che fa parte della cucina e della medicina cinese, sfruttata come colorante per preparazioni alimentari come pesce, formaggio rosso di soia, vino di riso, salsa di pesce, carne salata e vegetali in salamoia. Per quanto riguarda la salute garantisce benefici alla circolazione sanguigna, alle indigestioni e ai casi di diarrea.

Un alimento che contiene alcune monacoline che vengono convertite in lovastatina, la prima statina impiegata nei prodotti farmaceutici per annientare il colesterolo. Tuttavia, rispetto alle medicine, il riso rosso contiene un dosaggio di monacoline molto più basso e viene classificato come integratore nutrizionale. Non sono ancora ben chiari i motivi per cui questo alimento riduca il colesterolo nel sangue, ma sicuramente è dovuto alle monacoline che subiscono trasformazioni nel nostro organismo. Inoltre, il riso rosso consente di ridurre i trigliceridi in eccesso presenti nel nostro corpo: secondo uno studio condotto su 502 pazienti con iperlipidemia, in quattro settimane si è avuto un calo del 22,7% di colesterolo totale dopo l’assunzione di 600 mg di riso rosso due volte al giorno.

Vi sono alcune controindicazioni ed effetti collaterali che bisogna conoscere prima di assumere il riso rosso: bisogna evitare la sua assimilazione in gravidanza, durante l’allattamento, chi soffre di ipersensibilità alla sostanza e chi assume farmaci ipolipidemizzanti; inoltre, bisogna assumerlo con cautela in caso di problemi al fegato. Tra i vari effetti collaterali possiamo riscontrare dolore muscolare, debolezza, flatulenza e bruciori di stomaco.

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