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I farmaci sono molto importanti per la nostra salute, considerato il fatto che sono loro a risolvere molti problemi. Tuttavia, nonostante siano così benefici per il nostro organismo, si sono rivelati particolarmente nocivi per gli ecosistemi fluviali. Tutte le medicine che utilizziamo finiscono nei fiumi attraverso scarichi fognari, residui agricoli oppure industriali, minacciando la flora e la fauna acquatiche.

Grazie a uno studio condotto dal Cary Institute of Ecosystem Studies di Millbrook è stato possibile analizzare tutti gli effetti di sei farmaci sfruttati comunemente, ovvero: un antibiotico, uno stimolante, tre antistaminici e un antidiabetico. Questi medicinali sono stati analizzati nei confronti di alcuni torrenti di New York, Indiana e Maryland. I risultati emersi si sono rivelati parecchio preoccupanti.

Un antistaminico impiegato contro le dermatiti, l’edema, le reazioni allergiche e il prurito, riduce del 99% la fotosintesi degli organismi che compongono lo strato di alghe, funghi e batteri che rivestono le rocce. Si tratta di organismi che raffigurano la base della qualità dell’acqua dei fiumi e, a causa dei farmaci, non esistono più.

Inoltre, altre medicine e prodotti dedicati alla cura del corpo come la pillola contraccettiva e lo shampoo, possano influenzare il sesso dei pesci e degli altri animali che vivono nei fiumi. In alcune località degli Stati Uniti, vi sono pesci scomparsi perché non potevano riprodursi: i pesci maschi erano diventati femmine. I prodotti più comuni che causano questo problema sono detti interferenti endocrini. Una spiacevole verità, considerato il fatto che gli odierni depuratori non sono in grado di fermare i residui farmaceutici che finiscono poi nelle acque dei fiumi, con un risultato allarmante sia per quanto riguarda la vegetazione che gli animali.

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