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Alimentazione e arte? Un mix perfetto per stare in salute. E’ questo il messaggio che hanno voluto trasmettere alcuni allievi del Liceo Artistico Statale “Giulio Carlo Argan” di Roma, attraverso circa settanta opere esposte per la prima volta nella Gipsoteca del Museo dell’Arte Classica dell’Università “La Sapienza”. La mostra, cominciata lo scorso 23 Gennaio durerà fino al 3 Febbraio,e tiene a sottolineare come si possa seguire un’alimentazione sana: e lo si fa attraverso l’Arte.

Alimentazione e arte: un progetto senza precedenti

Il progetto è partito dall’Accademia Nazionale d’Arte Antica e Moderna in collaborazione con l’Unione Europea Esperti d’Arte. Grazie al coordinamento dei professori Stefania Archilletti e Francesco Larocca, i ragazzi hanno utilizzato i mezzi del linguaggio contemporaneo, come vernice industriale, oggetti di design, tecniche grafiche, collage e fotografie, per mettere in risalto l’importanza del cibo attraverso l’ arte e per considerarlo tale.

Questo perché oggi come oggi, che ormai mangiare è solo un culto estetico del corpo, bisogna imparare a riflettere di più su quello che si mangia. E quale mezzo migliore dell’arte? Lo strumento delicato e tenace allo stesso tempo in grado di mettere a fuoco e in risalto l’importanza del buon cibo, punto focale della salute e del benessere.

Un’impresa ardua come quella di vivere il cibo non solo come culto estetico ma andare oltre e dimostrare come il cibo, la cucina e i suoi sapori siano una vera e propria arte: non a caso si parla spesso di arte culinaria…

 

Il cibo nel Nuovo Millennio

E così gli adolescenti artisti hanno rappresentato il cibo in tutte le salse così come lo si vive oggi, nel Nuovo Millennio, senza però dimenticare la tradizionale valenza del buon gusto.

 

Via dunque alla fantasia che ha saputo far sposare la ricerca scientifica con le arti figurative, un impegno profondo che al di là di tutto ha saputo anche dimostrare come l’Istruzione italiana sia piena di professori dediti alla loro vocazione e come questi ultimi abbiano saputo spingere i ragazzi a dar sfogo alla loro libera espressione artistica.

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