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La carne di vitello occupa sulle nostre tavole un posto importante, nonostante negli ultimi decenni le dinamiche di consumo abbiano acquisito una tendenza favorevole alla diversificazione del prodotto “carne”. Se negli anni Ottanta il consumo di vitello era ancora associato all’aumento del benessere economico, successivamente si è assistito a una stabilizzazione per motivi salutistici e culturali e a una netta propensione alla diversificazione, che ha fatto privilegiare le carni avicole e suine. Gli episodi di BSE che si sono verificati negli anni Novanta, poi, hanno determinato una significativa contrazione della domanda e molti allarmismi spesso ingiustificati.

Conosciamo dunque meglio la carne di vitello. L’animale viene allevato esclusivamente a latte, quindi la carne ha un colore bianco-rosato, anche se è una carne rossa a tutti gli effetti. Una carne dalle indubbie qualità nutrizionali, eppure molta disinformazione ha portato alcuni consumatori a essere diffidenti nei confronti di questo prezioso alimento, che viene percepito addirittura come poco sicuro. La carne di vitello, al contrario, è un alimento sicuro e di qualità.

Negli allevamenti italiani si trovano situazioni di benessere animale soddisfacenti e adeguate. E questo grazie a rigorose disposizioni di legge che garantiscono standard di qualità: il Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 126 (Attuazione della direttiva 2008/119/CE), ad esempio, stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli; il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146 (Attuazione della direttiva 98/58/CE), invece, riguarda la protezione degli animali negli allevamenti.

L’Associazione Italiana Allevatori ha emanato un manuale di corretta prassi igienica per gli allevamenti di bovini da carne, al fine di garantire sicurezza, igienicità, tracciabilità delle carni di vitello. La finalità del manuale è quella di integrare le indicazioni di corretta prassi operativa derivanti dalla legge al fine di costruire un quadro di riferimento per gli operatori zootecnici.

Del maltrattamento degli animali se ne occupa anche il diritto penale con la Legge 189/2004 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate”. A completare il quadro obbligatorio vi sono poi sistemi di qualità come le procedure di certificazione volontaria (ISO), oltre che le denominazioni DOP e IGP, di cui l’Italia vanta il più elevato numero a livello europeo.

Non c’è che dire, le garanzie a tutela della sicurezza e della qualità della carne di vitello italiana sono molte ed efficaci. Non lasciatevi quindi ingannare da chi, per motivi economici o ideologici, diffonde notizie false e cerca di sminuire il valore e l’eccellenza del Made in Italy, di cui tutti dovremmo invece essere orgogliosi.

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