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Che rapporto c’è tra la mozzarella e il colesterolo?

livelli di colesterolo possono essere influenzati in modo negativo dal consumo di mozzarella? Per trovare una risposta a questa domanda è necessario uno sguardo più ampio su ciò che si porta a tavola e su come si è abituati a mangiare. Quel che si sa con certezza è che tra i cibi che contengono consistenti quantità di grassi ci sono le uova, i formaggi e gli insaccati: nel caso in cui tali alimenti vengano consumati in dosi eccessive, è molto probabile che i livelli di colesterolo siano condizionati in senso negativo. Un po’ diverso è il discorso relativo ai latticini: sarebbe opportuno privilegiare il latte scremato, o almeno quello parzialmente scremato, così come andrebbero preferiti i formaggi con un contenuto di grassi modesto e lo yogurt a bassa percentuale di grassi.

I grassi nel formaggio

La questione è più ampia e articolata di quel che si potrebbe ipotizzare, anche perché quasi tutti i formaggi si contraddistinguono per un contenuto di grassi decisamente elevato. Nella maggior parte dei casi, addirittura, i grassi costituiscono un terzo del peso complessivo. La mozzarella, però, è uno dei prodotti che si “salvano” da questo punto di vista, dal momento che il contenuto di grassi oscilla tra il 16 e il 20 per cento. Ipotizzando un fabbisogno calorico medio pari a 2.200 calorie al giorno, il consumo quotidiano di acidi grassi previsto dalle raccomandazioni nutrizionali è di 17 grammi.

Si può mangiare il formaggio ogni giorno?

In tale intervallo rientrano i formaggi freschi (o, se stagionati, realizzati con il latte scremato) e 2 o 3 porzioni di yogurt o latte ogni giorno. Via libera alla mozzarella, dunque, soprattutto se abbinata ad alimenti salutari e di stagione, come prevede la dieta mediterranea. Un piatto tipico è la caprese, insalata adatta alla stagione estiva ma che – naturalmente – può essere consumata in qualunque periodo dell’anno. Che venga servita come secondo piatto o come antipasto, oltre alla mozzarella comprende pomodori tagliati a fette e qualche foglia di basilico, con un condimento a base di olio di oliva extra vergine con un pizzico di origano. Il consiglio degli esperti è quello di tenere per circa un’ora la caprese in frigo prima di portarla in tavola.

Il valore della mozzarella fresca

Affinché la caprese garantisca l’esplosione di sapori tipica di questo piatto, si può scegliere di usare la mozzarella fiordilatte, secondo la ricetta tradizionale, o la mozzarella di bufala, che è consigliata a chi ama i sapori più forti. In qualsiasi caso, è indispensabile che si tratti di mozzarella fresca.

La mozzarella fa bene?

Le ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che la mozzarella è una fonte preziosa di vitamina B7, la cosiddetta biotina. Si tratta di un nutriente idrosolubile che il corpo umano non è in grado di immagazzinare: ecco perché se si consuma mozzarella si ha la possibilità di assecondare questa esigenza nutrizionale. La vitamina B7 contribuisce a ridurre i livelli di glucosio nel sangue, e quindi è molto importante per i diabetici; inoltre permette alle unghie di essere robuste e resistenti.

I valori nutrizionali della mozzarella

Un altro motivo per il quale conviene consumare con regolarità la mozzarella va individuato nella presenza di vitamina B3: è la cosiddetta niacina, che ha il compito di convertire il grasso in energia. Non solo: questa sostanza consente di tenere sotto controllo il colesterolo e ha un ruolo di primo piano nella prevenzione dell’artrite e del diabete. Infine, vale la pena di ricordare che la mozzarella contiene anche il fosforo, che ha una funzione preziosa per il funzionamento dei reni, migliora la digestione e facilita l’assorbimento da parte del corpo umano nel calcio presente negli alimenti.

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