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Parlando di aceto ci riferiamo a quel liquido acido ottenuto grazie all’azione di alcuni batteri appartenenti al genere Acetobacter, i quali grazie all’aria e all’acqua ossidano l’etanolo presente nel vino, nella birra, nell’idromele, nel sidro e in altre bevande alcoliche fermentate o materie prime, come il malto, la frutta e il riso, trasformando il tutto in acido acetico. Le tipologie di aceto presenti in commercio sono davvero tante e abbiamo deciso di elencarvele una per una, in modo che possiate conoscere i vari componenti.

L’aceto di malto viene prodotto dall’orzo da maltaggio, tramite la trasformazione dell’amido contenuto nei chicchi d’orzo in zucchero; dallo zucchero si ottiene poi la birra, attraverso la fermentazione alcolica, la quale viene poi ossidata grazie agli acetobatteri e tenuta a invecchiare. Inglesi e americani sfruttano questo tipo di aceto sul fish and chips, mentre i messicani sui tacos.

L’aceto di vino deriva dal vino rosso oppure bianco, uno dei prodotti più consumati in Germania, in Italia e in altri paesi d’Europa. La migliore qualità di aceto di vino deriva dal legno maturato per almeno due anni, dal sapore piuttosto articolato e maturo.

L’aceto di mele proviene dall’affinamento di sidro o mosto di mela tramite un procedimento di acidificazione, venduto per la maggior parte delle volte non filtrato. Un particolare alimento che viene utilizzato per dare sapore al cibo e incrementarne la digeribilità, ma famoso per via delle sue qualità disinfettanti, rinfrescanti e antinfiammatorie nei confronti del cavo orale. Tuttavia, l’aceto di mele può risultare nocivo nei confronti della flora batterica e degli occhi.

L’aceto di pere deriva dalla fermentazione dl mosto di pere, con un elevato contenuto di zuccheri. Stiamo parlando di una tipologia di aceto molto particolare, caratterizzato da gradevole e leggero aroma.

L’aceto di miele proviene dalla fermentazione dell’idromele, dal sapore piuttosto acidulo e sui toni dell’oro: si presenta ricco di enzimi e sali minerali.

L’aceto bianco è il frutto dell’ossidazione di una bevanda distillata, una sorta di acido acetico sciolto in acqua.

L’aceto balsamico è uno dei prodotti più utilizzati nell’ambito culinario, il quale può avere sapore dolce oppure acido. Proviene dall’acidificazione naturale del liquido, ricco di zuccheri, ma anche dalla fermentazione alcolica del mosto tramite un procedimento di concentrazione a fuoco vivo.

L’aceto sopraffino è una tipologia di prodotto invecchiato, caratterizzato dal mosto crudo di uve Cabernet Sauvignon, Raboso e Merlot.

L’aceto di riso è decisamente molto più delicato e viene prediletto dai giapponesi; disponibile bianco, rosso oppure nero. Quello rosso viene spesso sfruttato al posto dell’aceto balsamico.

L’aceto di cocco deriva dalla linfa della palma da cocco, impiegato per la maggior dei casi nella cucina asiatica o indiana.

L’aceto di canna deriva dal succo della canna da zucchero, particolarmente conosciuto nelle Filippine ma ricreato anche in Francia e in America.

L’aceto di uva passa deriva dall’uva passa e viene sfruttato in Turchia e nel Medio Oriente.

L’aceto di birra deriva dalla birra e presenta un gusto maltato decisamente caratteristico, prodotto soprattutto in Austria, nei Paesi Bassi e in Germania.

L’aceto del frutto della passione deriva dalla Francia ed è di un color albicocca piuttosto intenso; il suo sapore ricorda la frutta e la sua consistenza è abbastanza densa.

Gli aceti aromatizzati vedono al centro dell’attenzione la frutta, specialmente lamponi e mirtilli. Stiamo parlando di aceti esotici e particolari, alcuni dei quali vedono utilizzare pere e arance sanguigne. Inoltre, questo tipo di aceto viene spesso aromatizzato con erbe speciali, come il timo o l’origano.

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