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Farro cereale proteico e con basso indice glicemico: benefici e proprietà

Estate tempo di insalate, il protagonista principale di alcune ricette è il farro, cereale antichissimo. Il farro è ricco di proprietà e sono tanti i benifici legati al consumo. È il cibo perfetto per liberarsi dalle tossine perché contiene sostanze antiossidanti tra cui selenio e acido fitico. Il farro è una buona fonte di vitamina A, B2 e B3 e fosforo. Dovete sapere che 100 grammi di farro contengono 420 mg di fosforo (più del frumento che non supera i 330 mg) e questo significa che il cereale contribuisce a donare maggiore energia nei periodi di stanchezza. Inoltre il farro apporta circa 300 calorie (per 100 grammi) e ha pochissimi grassi. In commercio si trova anche la versione integrale o decorticata molto più ricca di fibre, antiossidanti e vitamine del gruppo B, ottimi alleati in caso di stress.

Essendo ricco di fibre insolubili, il farro è indicato per chi soffre di stitichezza e ha l’intestino infiammato. L’azione depurativa ed energizzante è quasi immediata perché l’organismo si libera dalle tossine. Spesso il farro è abbinato ai legumi perché hanno un effetto prebiotico e favoriscono la proliferazione dei batteri intestinali ‘buoni’ che rafforzano le difese immunitarie. Il farro, a differenza del grano ha meno glutine e una maggiore quantità di proteine, i nutrienti si assimilano facilmente e l’indice glicemico è basso. Questo è un fattore molto importante perché la glicemia nel sangue si mantiene stabile, gli zuccheri arrivano al cervello e non si trasformano in grassi. Il farro viene spesso consigliato nelle diete dimagranti, si cucina come gli altri cereali bollito o al vapore e si abbina a verdure e ortaggi di stagione condito con olio extravergine d’oliva.

Come abbiamo specificato all’inizio del nostro articolo, il farro è un cereale antichissimo. Già nel neolitico l’uomo si nutriva di farro piccolo o della varietà monococco. Il farro coltivato nella nostra nazione è dicocco o medio, poi vi sono anche il farro grande o farro spelta poco adatti ai nostri terreni infatti è tipicamente francese. Nel corso dei secoli la coltivazione del farro è stata sostituita da quella del grano duro ma, per fortuna, è stato riscoperto e apprezzato.