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Carne rossa fa male: sì o no? Ecco le dosi giuste

Carne rossa, quante volte a settimana? La risposta dell’AIRC

Uno dei dibattiti che più appassiona gli esperti è quello sulla carne rossa. Molti sono convinti che faccia male e che debba essere eliminata dalla dieta ma, dati alla mano, questa è una mezza verità. La carne rossa non fa più male di altri alimenti, e questa ‘caccia alle streghe’ è uno dei soliti allarmismi creati dai media. Scopriamo insieme le quantità di carne rossa da consumare a settimana.

Ammine, cosa sono e perché fanno male?

L’OMS di recente ha dichiarato che un consumo eccessivo di carne rosa aumenta il rischio di tumori. Per gli scienziati la colpa sarebbe da attribuire alle ammine eterocicliche aromatiche, composti organici ciclici a 5 o 6 membri che hanno degli atomi di azoto. Queste sostanze si formano quando le proteine della carne vengono modificate a causa della cottura prolungata a temperature molto elevate. Il nostro DNA è costituito da sostanze puriniche, simili a quelle della carne troppo cotta, secondo alcuni studi ancora in corso ci possono essere delle interazioni e la riduzione delle funzionalità di un gene soppressore favorendo appunto lo sviluppo di tumori. Tuttavia è ancora da capire come mai anche un vegano o un vegetariano che non consumano carne, possono contrarre gli stessi tipi di tumore, ecco perché questa teoria non regge.

L’Istituto Superiore della Sanità ha dichiarato che sono molti gli aspetti da chiarire anche se l’associazione dieta-cancro è indicata da diversi studi. Se accusiamo le ammine eterocicliche dobbiamo inserire nella lista degli alimenti pericolosi anche il pane tostato. L’ISS sostiene che non è stata identificata nella popolazione umana questa associazione tra consumo di carne troppo cotta e rischio di tumore ed è probabile che si tratti di un effetto molto limitato e difficile da identificare. Non solo, tornando alle ammine, dovremmo eliminare dalla nostra dieta tutti gli alimenti che le contengono come il pesce, il pollame e le patatine che contengono acrilamide, una sostanza che ha effetti simili.

Airc: carni lavorate sotto accusa

L’argomento carne rossa è ciclico, se ne torna a parlare molto spesso e davvero c’è tanta confusione. Oggi l’AIRC ha provato a fare chiarezza dicendo che un consumo eccessivo di carni lavorate aumenta il rischio di tumore. Nei database scientifici infatti ci sono molte più associazioni tra questo tipo di carni e il cancro, in particolare è stato analizzato come interagiscono le proteine con l’organismo. Le carni rosse sono state assolte poco tempo fa, nuove ricerche hanno confermato la loro ‘estraneità’ ma è importante sottolineare che è stata esaminata la carne cucinata in maniera tradizionale e non alla brace. Nel rapporto del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare si legge inoltre che “l’insorgenza dei tumori è un evento derivante da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale e l’effetto cancerogeno delle carni è condizionato da abitudini di cottura e trasformazione”. Una dieta priva di carne è ancora più pericolosa perché viene privato l’organismo di sostanze utili come ferro, zinco, vitamina B12 e altre vitamine del gruppo B. Questi nutrienti sono fondamentali durante le prime fasi dello sviluppo umano, per la riparazione dei tessuti, e per il mantenimento della funzione metabolica durante l’invecchiamento. In conclusione possiamo solo confermare che una fettina di carne non ha mai ‘ammazzato’ nessuno.

About Flavia Montanaro

Classe 1985. Web editor. Appassionata di alimentazione sana e vivere green, con una passione per i superfood: il cibo del futuro!

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