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Carenza di vitamina D causa la sclerosi multipla?

Sclerosi multipla, la carenza di vitamina D è una causa?

Ci sono nuove conferme sul collegamento tra carenza di vitamina D e scarsa esposizione solare e il rischio di sviluppare la sclerosi multipla. Un nuovo studio condotto in America sulle donne ha confermato i sospetti.

Esposizione solare ridotta: donne in pericolo

Tantissime persone riscontrano una carenza di vitamina D a causa dell’esposizione solare ridotta. È davvero paradossale scoprire come si mettano in pratica regole di vita sana a partire dall’alimentazione e poi rendersi conto che il nostro benessere dipende proprio dal sole. Tra i fattori che contribuiscono alla carenza di vitamina D ci sono anche le creme solari, spesso usate senza alcun criterio. I danni derivanti da una scarsa esposizione solare che attiva la vitamina D, possono essere letali. Secondo un nuovo studio infatti si potrebbe contrarre la sclerosi multipla. La ricerca è stata condotta dall’Harvard TH Chan School of Public Health di Boston e pubblicata sulla rivista Neurology, e ha coinvolto 3200 donne. Gli scienziati hanno analizzato tutti i loro campioni di sangue prima di arrivare a questa conclusione.

Sclerosi multipla e carenza di vitamina D: quale collegamento?

In caso di carenza di vitamina D il rischio di sviluppare la sclerosi multipla per i soggetti di sesso femminile è superiore del 43% in nove anni rispetto alle donne che avevano i valori nella norma. Kassandra Munger, coordinatrice dello studio ha dichiarato che lo studio mira alla “correzione della carenza di vitamina D nelle donne giovani e di mezza età per ridurre il rischio futuro di MS”.

Sono tante le ricerche che hanno messo in evidenza i benefici dell’esposizione solare sul sistema immunitario. La vitamina D che si produce infatti sopprime le cellule immunitarie tipiche della sclerosi multipla e stare al sole riduce anche il rischio di infezioni. Il primo studio sul ruolo della vitamina D nei pazienti affetti da sclerosi multipla è stato condotto nel 1986.

Il dottor Goldberg era solito somministrare ai pazienti 5000 UI di vitamina D3 con aggiunta di calcio e magnesio otenendo risultati molto positivi. Altre ricerche più recenti hanno messo in risalto l’effetto immunomodulatore della vitamina D, che si altera nei casi di malattie autoimmuni. La vitamina D3 ripara i nervi danneggiati perché contribuisce alla ricostruzione della guaina mielinica. Tempo fa vi abbiamo suggerito come fare il pieno di vitamina D in inverno quando non c’è il sole e, alla luce dei risultati dello studio di cui vi abbiamo parlato oggi, sarebbe opportuno fare un piccolo ripasso.

Vitamina D e invecchiamento: la carenza rende i muscoli flaccidi

Prima di salutarvi vogliamo parlare di un altro studio sui livelli insufficienti di vitamina D e il collegamento con la massa muscolare. Le persone di mezza età sono quelle che soffrono di più perché subentra la fragilità ossea con rischio di morte precoce e invalidità. Quindi i vegani e i vegetariani devono stare molto attenti alla propria alimentazione, e aggiungere degli integratori perché gli alimenti che consumano non sono ricchi di vitamina D, anche le uova ne contengono una quantità troppo esigua. Agnieszka Swiecicka a capo dello studio condotto presso l’Università di Manchester ha dichiarato che: «La vitamina D, oltre a mantenere la salute delle ossa, regola la funzione muscolare e bassi livelli di vitamina D sono legati a minore massa muscolare e forza».

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About Flavia Montanaro

Classe 1985. Web editor. Appassionata di alimentazione sana e vivere green, con una passione per i superfood: il cibo del futuro!

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