I dolci napoletani, piaceri culinari della dolce Napoli

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i dolci napoletani
i dolci napoletani

Un libro per scoprire 300 ricette, dalla tradizione millenaria all’arte pasticcera partenopea dei migliori ristoranti

La tradizione della scuola dolciaria partenopea, tra le più importanti al mondo, con la sua poliedricità e un gusto che arriva direttamente al cervello, rassicurandolo e saziandolo, è assoluta protagonista della pubblicazione del giornalista Luciano Pignataro, “I dolci Napoletani” (Newton Compton Editori, pp. 474, Euro 19,90). Trattasi di una raccolta di 300 utili ricette che esplorano il dolcissimo gusto della città e della regione, traendo spunto dalla tradizione millenaria che coniuga eredità greca e mediterranea tramandata nei giorni delle feste contadine in campagna, agli aristocratici elementi di innovazione importati dai Borbone, dalla Francia dell’Ottocento.

Famose e gustose ricette che spaziano dal babà, alla pastiera, dalla sfogliatella alle zeppole e ancora la zuppetta, gli struffoli, i susamielli, i rococò si mischiano a ricette scoperte per caso: dai dolci classici all’innovazione e alla sperimentazione  dell’alta gastronomia, con golose e gustose varianti. Il libro esplora un ampio spettro della cucina napoletana, dagli agriturismi ai grandi chef, dalla memoria familiare alle invenzioni più recenti ed è implicitamente suddiviso in quattro principali famiglie di dolci: il dolce di derivazione contadina, il cui capostipite è la pastiera, un tempo considerata simbolo del ritorno della primavera con la speranza di un raccolto fertile; i dolci, quali le zeppole e gli struffoli, che traggono origine dalla tradizione araba, caratterizzata in particolare dall’uso della frittura; i dolci ‘da passeggio’, le sfogliatelle, i babà o le zuppette, di tradizione più radicalmente urbana; infine le torte aristocratiche di derivazione parigina, realizzate da complesse preparazioni e da vere e proprie ricette segrete.

Un gustoso assaggio di un’inconfondibile e imperdibile dolcezza tutta italiana.