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Chi ha deciso di seguire una particolare dieta nella propria vita, o semplicemente osservando il regime alimentare di uno sportivo, può notare come non manchi il pollo. A pranzo oppure a cena, questo alimento viene spesso inserito. I calciatori che hanno disputato i mondiali di calcio in Brasile hanno consumato circa 16 chilogrammi a settimana di pollo, ma fin qui nulla di male. Il comportamento negativo che potrebbe nuocere nei confronti della nostra salute è il lavaggio, come dichiara una campagna inglese che invita i consumatori a non sgrassare il cibo sotto l’acqua corrente.

L’agenzia britannica Food Standards Agency, che controlla la sicurezza alimentare, sostiene che lavare il pollo prima di cucinarlo significa incrementare la distribuzione di batteri nocivi per il nostro organismo. Gli agenti patogeni riscontrati si chiamano Campylobacter e risulterebbero come gli agenti patogeni più presenti negli animali. Lavando il pollo, quindi, si mette a rischio tutta la cucina, ovvero posate, pentole e altri accessori d’uso comune. In Gran Bretagna, circa il 44% della popolazione lava la carne prima di essere consumata, provocando contaminazioni nei confronti di 280 mila persone all’anno.

Una costante che si verifica perché in pochi sono a conoscenza di queste possibili implicazioni, le quali possono generare problemi piuttosto gravi e seri nei nostri confronti. A che cosa andiamo incontro? Ad una vera e propria enterite batterica, la quale può causare dolori addominali, febbre e diarrea. Tra le conseguenze più pericolose di questo batterio troviamo la sindrome di Guillain-Barré. Evitiamo quindi di lavare la carne cruda, ma di lavare con cura le mani dopo averla toccata.