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Ci troviamo in Italia, precisamente ad Ancona, dove i quattro comparti produttivi del Fermano dedicati alla realizzazione di cappelli, scarpe, prodotti agroalimentari e turismo, avrebbero pensato ad una nuova iniziativa che avrebbe come protagonista assoluto il grano autoctono. Nel dettaglio, ci stiamo riferendo alla jervicella, una materia sfruttata per creare pasta, dolci e pane, ma non solo: anche scarpe e cappelli.

Tale progetto è stato lanciato ufficialmente domenica 8 marzo, denominato “Cum grano salis”, presso Tipicità, Made in Marche Festival. Andrea Santori, il presidente di Confindustria Fermo, ha dichiarato che tale idea avrebbe come obiettivo l’unione di quattro realtà economiche diverse tra loro, in modo da poter favorire l’ambiente anche dal punto di vista produttivo. Si ha quindi il bisogno e la voglia di far comprendere al mondo una nuova metodologia di produzione, basata esclusivamente su terra e industria: in questo modo non si andrà a gravare sul territorio, ma si ricaverà un importante nutrimento da esso.

La natura torna quindi protagonista non solo per quanto concerne i prodotti alimentari, ma anche per accessori d’uso comune: non deve essere sfruttata come discarica quando non ne abbiamo bisogno. Confindustria Fermo ha deciso di salvaguardare questa proposta molto interessante legata ad un nuovo tipo di sistema produttivo, organizzando dei corsi precisi e dettagliati in merito alla lavorazione del grano jervicella. Tutti i ragazzi che decideranno di aderire all’iniziativa dovranno frequentare ben due scuole di formazione, assolutamente autentiche in tutto il nostro territorio e chiamate “Fabbriche pilota”, entrambe appartenenti al distretto calzaturiero e a quello dedito alla produzione di capelli.